Dante a modo mio
- Malacoda

- May 15
- 1 min read
Si diceva in altro contributo: Dante è un’opinione!
Col punto esclamativo. Lo affermo con forza. E per fortuna in questo mi aiutano i dantisti più autorevoli.
Roberto Mercuri. Commento al Paradiso. Edizione Einaudi.
Canto X.
Pag. 122.
“La figura di Sigieri, che attinse a livelli di riflessione proibiti a qualsiasi uomo («a considerar fu più che viro» v. 132), e che fu modello di ricerca della verità («veri» v. 138), allude a Ulisse che invita i compagni alla riflessione («considerate la vostra semenza» Inf. XXVI, 118) (…). È significativo che il verbo «considerare» sia usato nel poema solo in riferimento a Sigieri e Ulisse”.
Tutto bellissimo.
Peccato che non sia Dante.
Perché Il v. 132 si riferisce a un altro:
e di Riccardo,
che a considerar fu più che viro.
Colui che considera è Riccardo di San Vittore. Non Sigieri.
E da cosa lo capiamo? Al di là di tutto?
Ma dal commento di Roberto Mercuri, al verso 132, a pag. 131: “Il verbo «considerare» occorre solo due volte nel poema: una volta riferito a Ulisse (…) e qui riferito a Riccardo, indicando due atteggiamenti mentali opposti”.
Visto che meraviglia?
A pag. 122 è Sigieri che condivide il verbo con Ulisse. A pag. 131 è Riccardo.
Cosa vogliamo di più?
Malacoda




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